“Purtem da bèv se no mi mòri !…
… Bring a little Water …”
Canti,Strambotti,Ballate e Blues dal Ticino al Mississipi
La Poesia della fatica di mondine,campesinos e raccoglitori di cotone
Dalle strade della Lomellina si può arrivare fino al delta del Mississipi?
Percorrendo “on the road” la provincia americana si può ogni tanto fermarsi ed accorgersi di essere in riva al Tisìn ?Fantasticando e soprattutto suonando e cantando si può!
Nello spettacolo Purtèm da bèv se no mi mòri.. Bring a little water dei Cantosociale si può!
Si può capire già dal titolo quanto uguali siano i temi ,addirittura le strofe che venivano cantate sia nelle nostre campagne sia oltre oceano .Come in un canto di lavoro delle mondine si chiede acqua perche tanta è la sete che si muore sotto il sole in risaia (Purtèm da bev se no mi mòri) così in un work song si chiede un po’ d’acqua dai campi di cotone in Alabama (Bring a little water).Un richiamo cantato che riecheggiava in diversi momenti storici e geografici in varie parti del mondo a significare che dal mondo del lavoro e non solo da quello, anche senza averne coscienza ,moltissime erano le affinità della musica e del canto soprattutto nelle sue funzioni sociali.
Si può per esempio scoprire che molte sono le canzoni piene di doppi sensi qua e là dell’oceano, sia nei blues che nei canti di risaia i testi pescano spesso da quel mondo contadino ,da una cultura semplice e spontanea di cui ancora oggi si può prendere lezione di una socialità che stiamo perdendo.
PURTEM DA BEV …BRING A LITTLE WATER è un viaggio musicale che parte dalle radici dell'America dei Neri con il blues rurale, i work song, gli spirituals per approdare ai corridos del Messico e finire in Piemonte e Lombardia con il vasto repertorio di ballate, canti di risaia e di lavoro.Un repertorio vasto derivato dal canto popolare sempre in bilico tra vecchio e nuovo continente.
In particolare vengono proposti con accenti ritmici bluesy e folk-rock: gli strambotti (quelle frasi improvvisate chiamate con risposta corale ), filastrocche, ninnananne, tiritere lomelline e il repertorio dei cantastorie lomellini valorizzandone i testi, autentiche poesie popolari.
E' il progetto che caratterizza i CANTOSOCIALE quello di affiancare il blues, le ballads del folk americano, cantate in tutto il mondo con quelle lomelline e lombardo-piemontesi non meno belle e importanti. Valorizzando il repertorio prezioso della nostra tradizione oggi ormai recuperato in extremis attraverso ricerche sul "campo" registrando le voci di anziani ex contadini, ultimi testimoni di una civiltà ormai in estinzione.
Parte del repertorio è stato “assimilato” dalle ex mondine di Valle Lomellina,quel coro di settantenni con cui i Cantosociale hanno realizzato numerosi concerti e spettacoli negli ultimi anni girando un po’ tutt’Italia.I buoni rapporti e la collaborazione da una parte con gli storici americanisti docenti e scrittori del valore di Bruno Cartosio,Mario Maffi ,Stefano Rosso e dall’altra con alcuni tra i più importanti oralisti italiani come Cesare Bermani,Ivan Della Mea,Marco Savini e soprattutto con la poetessa e cantante afroamericana dell’Oklahoma Betty Gilmore hanno fatto il resto.
Così accanto ai blues arcaici dei mitici Robert. Johnson, Bukka White, W. Thomas che da soli si accompagnavano con rudimentali chitarre, alle ballate di W. Guthrie il grande padre della canzone di protesta americana e le storie di "John Henry", di "Pancho Villa" ben figurano quelle del "Giuàn" e della "Ninéta",i testi i suoni delle feste creole di New Orleans e quelle delle feste di fine monda “La Curmaja” sulle nostre aie.
Uno spettacolo "on the road" ricco di passione e sentimento con canti noti da cantare insieme al pubblico e altri inediti , arricchito da canzoni originali dei CANTOSOCIALE vere e proprie ballate dei nostri giorni,non mancheranno i momenti dedicati ai suoni più tradizionali come quello dei flauti popolari, delle ocarine, del baghèt (cornamusa bergamasca) e dell’organetto che rievocheranno gli antichi balli popolari :mazurche,scòtis,polche, gighe,manfrine che animavano le feste sull’aia. Una proposta accattivante non solo per gli appassionati del folk ma rivolta anche a tutti quelli che non hanno dimenticato le radici culturali e che pensano che conoscendo bene le proprie si possano meglio rispettare anche quelle degli altri.
Lo spettacolo particolarmente rivolto a Comuni,Biblioteche,Circoli,Locali,Associazioni culturali,Centri per Anziani,Centri Sociali,Scuole.. si può tenere sia in spazi aperti (piazze,strade, cortili, parchi..) che al chiuso (cineteatri,saloni, auditorium, scuole). Per i concerti all'aperto è opportuno prevedere un'alternativa al chiuso in caso di maltempo (pioggia, vento, umidità). Durata dello spettacolo: 1 ora e 40 min circa
Grisolia Vittorio:violino, armonica a bocca, mandolino, flauti popolari, ocarine…
Rota Gianni:chitarra acustica ed elettrica ,flauto, percussioni,voce
Anzaldi Cristian: basso,chitarra elettrica,semiacustica, fisarmonica, voce …
È possibile realizzare lo spettacolo con la presenza della grande cantante(blues & Jazz)afroamericana
Esigenze tecniche per la realizzazione dello spettacolo:
Noi forniamo:
- Impianto audio-voci
- Promozione dello spettacolo con contatti stampa,radio…e a richiesta: foto,demo audio e video e disponibilità per eventuale conferenza stampa
Hanno scritto di “ PURTEM DA BEV SE NO MI MORI…BRING A LITTLE WATER…!”:
LA PROVINCIA PAVESE 23/9/1999
L’ ARALDO Lomellino 18/10/2002
“Cantosociale in concerto,il gruppo ha proposto “Purtèm da bev se no mi mòri…”l’ originale spettacolo è un viaggio musicale che parte dalle radici dell’America dei Neri per approdare ai corridos del Messico e finire in Piemonte e Lombardia con il vasto repertorio di ballate canti di risaia e di lavoro..una proposta non solo per gli appassionati di folk e che ha coinvolto il pubblico oltre ogni previsione come sottolinea R.Uglietti l’assessore alla cultura del Comune di Cerano che continua “Un’iniziativa culturale,uno spettacolo di alto livello..una interessante opportunità di assistere a spettacolo qualificati anche in piccoli paesi come il nostro” …”
“Dai musicisti buone vibrazioni…La poesia,i canti della fatica questa volta sostenute dalle vibranti note di violino,baghèt e chitarre sono state le protagoniste anche del divertente e coinvolgente concerto finale di Cerano del 6 Dicembre dei CANTOSOCIALE. I”rambler” lomellini che sono state le vere anime portanti della rassegna sia per il supporto tecnico organizzativo sia per i diversi interventi musicali a supporto promozionale dell’iniziativa,hanno proposto un viaggio musicale dai forti richiami alla terra partendo dalle risaie lombarde e piemontesi per arrivare ai campi di cotone del sud degli USA ;attraverso ballate, strambotti e blues hanno raccontato storie di schiavi , di mondine e campesinos ponendo l’accento con canzoni originali, anche sui lavori “affittabili” di oggi…”
FOLK BULLETIN musica danza tradizione GENNAIO 2004
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