C A N T O S O C I A L E
Canti,Musiche,Storie di Tradizione e…Civile Passione
gruppo di ricerca e riproposta della cultura orale e popolare lombardo-piemontese
in collaborazione con
Gianna Coletti
presentano
Dla Curta a la Ringhèra
Dal cortile di cascina alla casa di ringhiera,
gli ultimi echi della civiltà contadina

Viaggio di un emigrante lombardo verso la grande Milàn degli anni 50
Attraverso storie, canti, musiche, tradizioni orali della Lomellina e di Milano
Il tema centrale dello spettacolo è il recupero della tradizione orale della Lomellina e di Milano nella fase storica della fine della civiltà contadina negli anni 50’e 60’: sarà un percorso culturale tra campagna e città, risaie e fabbriche, cascine e case di ringhiera, paisan e uperari, mondine e filandere…
Si parte dalla terra delle risaie del Ticino,di quelle genti ancora oggi legate alla cultura dei campi dov’è ancora vivo il ricordo di lavori antichi che non esistono piu’:dal raccoglitore di sassi di fiume al cercatore d’oro, allo stesso cantastorie che di cascina in cascina portava canzoni, storie e fatti gli cronaca a quei contadini che non sapevano né leggere né scrivere.
Si prosegue con gli stessi paisàn che a poco a poco abbandonano la terra, la campagna per la città, soprattutto Milano, le fabbriche e le aziende municipalizzate le grandi fabbriche dove andranno a lavorare. Cosi’ le storie,gli amori,le passioni,le feste di paese,della “CURTA”,dove intensi erano i rapporti sociali e tutti si era parte di un’unica famiglia,si sostituiscono a quelle delle case popolari,di “RINGHIERA”
In una città comunque ancora a misura d’uomo,la Milano romantica degli anni 50’e 60’, quella del “navili”,della “liggera”ecc. Tutto questo e altri aspetti della vita sociale: storie, problemi, aspettative della migrazione interna lombarda, sono ben rappresentati nello spettacolo di canti, racconti e musiche.
Queste ultime, costituite per lo più da balli e musiche tradizionali popolari, accompagneranno il ricordo delle feste rituali e collettive, siano esse calendariali, di matrimonio o religiose e paesane. Il suono “puro” di strumenti antichi come la musa bergamasca (baghèt), le ocarine, i flauti popolari, il violino, il mandolino e la fisarmonica rievocheranno insieme ai racconti i felici momenti di una intensa vita sociale di comunità ,che è quasi del tutto scomparsa.
I racconti, recuperati attraverso interviste registrate con anziani contadini e artigiani, provenienti da ricerche del gruppo che riguardano soprattutto aspetti della vita vissuta vengono rielaborati in forma di monologo e recitato in dialetto testimoniando un’epoca che a volte sembra lontanissima nel tempo e che risale invece a poco più di cinquant’anni fa. Completano il programma i canti popolari: diversa è la loro provenienza, si parte dal raro repertorio dei cantastorie che operavano in bassa Lomellina tra Mede, Sartirana, Robbio negli anni 50 e furono tra gli ultimi a girovagare nel Nord Italia di cascina in cascina che spesso si sotituivano ai pochi giornali di allora nel raccontare fatti di cronaca.
Si prosegue con i canti della risaia fatto di stornelli, ballate, canzoni monodiche e corali che accompagnavano il lavoro di trapianto e di monda del riso e i, rari ma intensi momenti del riposo.
I testi satirici e romantici, irriverenti o religiosi, divertenti a sfondo sessuale o più tristi su amicizie e amori perduti li ritroviamo legati ad un filo comune affiancati a quelli delle canzoni milanesi di ringhiera , della mala, dell’osteria. Questo viaggio nella Lombardia degli anni del dopoguerra vuole dare voce alla gente , valorizzando la cultura orale di una delle aree del Nord Italia più ricche di forme espressive. Lo scopo è anche quello di stimolare il ricordo, ricercare un legame con le nostre radici contadine e urbane più autenticamente genuine ; quindi focalizzare attraverso lo spettacolo aspetti della nostra provincia e della Milano di quegli anni. Una vera e propria città-icona considerata mamma dal “grand coeur” capace di accogliere tra le sue braccia i diversi figli delle province lombarde e non solo.
Lo spettacolo sarà arricchito da proiezioni di filmati e diapositive d’epoca; a far da sfondo scenografico saranno i campi, le cascine , le stalle, le aie, i paesi, le faccie dei paisan e poi la Milano dei vicoli , la darsena, i cortili col gabinetto in comune, le ringhiere, i vecchi negozi le lavandaie sul Nivili…..
Si tratta del coronamento del lavoro di oltre un decennio, dedicato alla ricerca e alle riscoperta e valorizzazione della cultura tradizionale lomellina e lombarda in genere riproposta attraverso spettacoli e laboratori scolastici in ogni occasione, dalle feste di paese alle rassegne teatrali, dai festival musicali alle serate in osterie o centri sociali.
Nello specifico Dla Curta a la Ringhèra è nato in forma di lezione-concerto e dopo essere stato presentato in diverse scuole di ogni ordine e grado è approdato oggi alla forma di spettacolo completo.
Il progetto è rivolto a Enti locali , Comuni , Province, Regioni, Scuole rassegne culturali teatrali e musicali a cui interessa proporre l’aspetto ludico spettacolare insieme all’aspetto storico culturale della società e del territorio.
Gli interpreti dello spettacolo sono:
Gianna Coletti :chitarra, canto, recitazione di canzoni milanesi dialettali, monologhi e poesie sulle storie della Milano anni 50.
L’attrice-cantante,cabarettista e valente interprete di operette in oltre trent’anni di carriera ha lavorato in teatro, in cinema e Tv a fianco di Bramieri, Vinello, Massimini…coltivando sempre la passione per la tradizione milanese specialmente del grande poeta Carlo porta a cui ha dedicato più spettacoli.
I Cantosociale che accompagneranno i monologhi,proporranno filastrocche canzoni e musiche tradizionali sono :
Piero Carcano : voce guida, canto , percussioni, kazoo
Vittorio Grisolia: violino, mandolino, musa, ocarine, flauti diversi popolari
Anzaldi Cristian : chitarra solista acustica, fisarmonica, basso , tastiera, coro
Rota Gianni: chitarra ritmica, voce, flauto traverso, percussioni
Durata dello spettacolo: 1 ora 40 minuti