Il sapore delle feste, ricordando suoni voci e lavori della nostra terra   

 

i     C A N T O S O C I A L E

 

presentano

 

Chi  l’è  mei  a  nas  un’oca

As  lavora dì e nòt e la paga l’è sempar poca!

 

Storie e Canti d’aia, filanda e  risaia

 

Il canto della fatica a far rivivere la civiltà contadina e delle filande  nella pianura  lombardo-piemontese. I racconti,le filastrocche  da contare, cantare…ricordare insieme. Il piacere di riascoltare il suono perduto del dialetto, di  canti e canzoni di lavoro e di osteria,  della musica popolare aggiornati e riproposti con rispetto dei suoni antichi.

 

Spettacolo di musica ,risate e divertimento  ma anche storie  di passioni , di recupero delle tradizioni, del dialetto, dei balli e dei canti  di un tempo, espressioni della civilta’contadina e degli albori delle grandi fabbriche, tra risaie e nebbie della pianura lombardo-piemontese. 

Un  percorso di recupero della memoria attraverso il canto e la  poesia popolare: i detti, le filastrocche,le ninnananne… in poche parole la cultura orale  che rischia  di perdersi per sempre. A questi  si aggiungono, rielaborati in forma di monologhi , i racconti  di autentica vita vissuta ,registrati dalla voce accorata e appassionata di anziani ex contadini e artigiani.

Viene  riproposto il clima sociale della cascina,il senso della cultura contadina, il rapporto con la terra ,le stagioni; si ridà così voce al mondo  dei paisan: i  cavalant ,i famej, i perdapè.. si ricordano lavori ormai scomparsi : al mulitta,al magnan, al caretè….

 A poco a poco emergono  le storie,gli amori,le passioni  collettive ,le feste  su “l’èra”e nella “curta”; aie e cortili dove intensi erano i rapporti sociali e tutti si era parte di un'unica famiglia.

Il  ricco repertorio di canti contadini è composto sia da temi molto noti del repertorio tradizionale lombardo che daranno spunto per cantate collettive con il pubblico, sia da quelli recuperati  dalle ricerche nel territorio lomellino,novarese e vercellese .

I testi spaziano da quelli corali evocativi del duro lavoro a quelli legati alle feste calendariali,dagli strambotti (stornelli)  satirici e improvvisati che  parlavano di amori   ai canti di lotta , dalle  preghiere religiose a quelli più “irriverenti” a sfondo sessuale, fino alle marcette e ai veri e propri canti a ballo.

Non mancheranno anche le ballate(epico-liriche) più antiche ,a contare di storie  cruenti di Re di principesse affiancate da alcune interessanti e rare controfiabe ironiche e dissacranti.

Una particolare ricerca si è orientata verso i cantastorie ,alcuni particolarmente attivi in basso piemonte e Lombardia , che di cascina in cascina, nelle fiere,nelle feste cantavano di fatti reali,  storie di cronache  con le proprie canzoni  essendo spesso l’unica fonte di informazione.

Non mancheranno i canti di lavoro delle filande che insieme alle canzoni originali del gruppo rievocheranno i malinconici addii alle famiglie delle giovani lavoratrici  immerse per 10 ore al giorno nella catena di montaggio, i primi scioperi per il salario, per la cassa mutua e persino contro le guerre che portavan via alla famiglia  il marito e di conseguenza il pane anche per i bambini.  Tutti i canti sono stati appositamente riarrangiati in chiave più “moderna” pur mantenendo i suoni acustici e popolare  del periodo

 “Chi l’è mei a nas un oca” è il frutto  di un lavoro progressivo dei Cantosociale di analisi, ricerca e spettacolarizzazione della cultura popolare,in particolare contadina, iniziato nel 1997 con lo spettacolo “Ris,pabi e arbuslin” sulle storie personali e collettive delle mondariso, e proseguito con “Cantà Lavur “ sui canti che accompagnavano i lavori e sui mestieri artigianali ormai scomparsi e “ Festa par chi resta” sulle feste calendariali e il rapporto dei paisàn con le stagioni, “ fino all’ultimo successo avuto recentemente a Milano con la versione teatrale  proprio dello spettacolo   “Da la Curta a la Ringhèra “  realizzato in collaborazione  con l’attrice-cantante Gianna Coletti e la partecipazione dello straordinario attore milanese Piero Mazzarella.

I musicisti :

Carcano  Piero  : voce,percussioni,kazoo, armonica a bocca..

Grisolia  Vittorio :violino,baghèt(cornamusa bergamasca),flauti popolari,mandolino,ocarine..

Rota Gianni: chitarra acustica ed elettrica ,flauto, percussioni,voce..

Anzaldi Cristian: fisarmonica, chitarra acustica elettrica e classica, dobro, banjo…

Buratti Davide: contrabbasso